Thursday, 19 April 2018

CAVA MUTA (2018)




Attraverso il piano prospettico offerto dallo spazio espositivo di Dabass Milano, i soggetti allegorici appositamente realizzati per questa installazione prendono parte alla rappresentazione scenica di un ambiente sotterraneo, lasciando che l'osservatore possa riconoscere, attraverso il limite di uno schermo, alcune misteriose dinamiche visive senza poterne verificare l'autenticità.

In quest'opera è possibile scorgere una figura retorica del progresso contemporaneo esasperato dall'iper-tecnologia.
Lo scenario è quello di un devastante divario digitale, dove il corpo biologico (sia esso animale, vegetale o in generale ambientale), soggiogato dalla prospettiva illusoria di una realtà distopica, è inconsapevolmente costretto a subire la progressiva riduzione delle proprie funzioni vitali (et sociali), fino al punto di essere sostituito da circuiti, prima bionici e poi cibernetici, generati da un'intelligenza artificiale ovviamente alessitimica .

CAVA MUTA è un'intima rievocazione del mito della Caverna di Platone.


Through the visual perspective offered by the exhibition space at Dabass restaurant, the allegorical subjects created for this site-specific installation take part in the representation of an underground environment.
The horizontal screen through which the installation is seen allows the observer to perceive mysterious visual dynamics but prevent him/her to verify their authenticity. This work of art shows a rhetorical figure of contemporary progress exasperated by hyper-technology. The scenario is a devastating digital divide, where the biological body (be it animal, or plant, or naturalistic in general), subjugated by the illusory perspective of a dystopian reality, is unknowingly forced to undergo a progressive deprivation of its vital (social) functions, to the point of being substituted first by bionic and then cybernetic circuits, generated by an artificial, unempathic intelligence.
CAVA MUTA is an intimate re-enactment of Plato's allegory of the Cave.

Wednesday, 26 July 2017

SPAZIO LIBERO ( 2017 )



"SPAZIO LIBERO" è parte di una ricerca sul NUTRIMENTO ViSIVO. 
Circondata dai boschi della Riserva Naturale dell'Acquerino,
 l'installazione di ispirazione televisiva è ospitata poco prima dell'ingresso al borgo di Luogomano. 
Alla sua realizzazione hanno contribuito:

Francesca Guicciardini
Giorgio Barrera
Federica Tomao
 Marco Fiesoli (FM costruzione infissi metallici)
Giancarlo
Leandro Cordovani.

A tutta quanta la comunità di Luogomano i miei più sentiti ringraziamenti.



Fattoria Guicciardini (Luogomano-Prato) ITALY


















photo by  Giorgio Barrera  ,
Leandro Cordovani,
Fedrica Tomao and me




Friday, 14 July 2017

La DAMA di LUOGOMANO (2016)



A suggello del mistero dei boschi di Luogomano.
Ancora una volta assieme alla Dama.

Luogomano (Riserva Naturale dell'Acquerino - Prato) ITALY

NASSA D'ARIA (2017)


SGANGHERARTE 
> Solstizio d'Estate <
Cortona (Arezzo) ITALIA

SGANGHERARTE
Summer solstice
Cortona (Arezzo) Italy

Wednesday, 3 May 2017

DEA BRUNA (2016)













Ringrazio di cuore Bea , Carolina e Jacopo per aver accolto all'interno della biblioteca di Stromboli la scultura della Dea Bruna.
Ringrazio anche madre Elvira per avermi assistito durante i preparativi e Stefano per avermi donato la base su cui poggiare il mio  modesto omaggio … alla montagna viva.

Stromboli (Messina) ITALIA


CECI N'EST PAS UN TEEPEE (2016)


Simposio di ceramica : dall'argilla al fuoco.
Fattoria Guicciardini (Luogomano-Prato) ITALIA

Ceramic Symposium: from clay to fire.
Guicciardini's farm (Luogomano-Prato) ITALY


Sunday, 6 March 2016

NO PLACE (2016)



invade il Castello di Fombio

Siamo abituati a pensare a una mostra d’arte come a un progetto chiuso e definito, dove un soggetto (il curatore o promotore) si assume il compito di scegliere a priori uno o più artisti, di individuare un tema e di creare, così, un organismo fatto e finito, pronto ad essere esibito, con una discreta sicurezza sul risultato, al pubblico.

Quando, però, si esce dalle piste tracciate e ci si spinge sul terreno delle sperimentazioni culturali, i risultati possono essere sorprendenti: è l’esperienza di NO PLACE, una mostra-incontro, un evento sociale più che espositivo che capovolge le consuete modalità organizzative.
L’obiettivo non è la sintesi, ma l’espansione: basandosi sulla metafora del rizoma, ogni partecipante è al tempo stesso artista e curatore e, pertanto, chiamato a sua volta a coinvolgere e coordinare altri partecipanti a propria discrezione, attivando reazioni (e connessioni) a catena che sfuggono alla presunzione del controllo centrale.

Così, sabato 12 marzo gli spazi del Castello di Fombio saranno al centro di questo innovativo esperimento, che ha tra i suoi obiettivi, anche, la riscoperta di questo monumento. Per un giorno intero, gli infonderà la vitalità dell’arte, ne farà nuovamente luogo di incontro e di scambio e, al tempo stesso, vittima di una “invasione” non più bellica ma artistica e creativa.

Partito da un primo nucleo di 16 autori, il rizoma di NO PLACE ha già coinvolto oltre 250 artisti, chiamati a portare una traccia di sé sotto forma di opere che vivano di “luce propria” (installazioni luminose, interventi visibili su smartphone, tablet, computer, lightbox ecc.), popolando il castello di presenze discrete fatte di luci vibratili e mai definitive.

L’evento avrà inizio quando il primo autore entrerà nello spazio per installare la propria opera e potrà terminare solo quando l’ultimo artista avrà abbandonato l’edificio: fino a quel momento gli esiti saranno imprevedibili.














  photo by Federica Tomao